Viviamo in un'epoca di liberalizzazione dei costumi sessuali, un'epoca in cui tutto è possibile, in cui il sesso occupa gran parte dei pensieri della gente, anche se nessuno l'ammetterà mai facilmente. 1) "La mia donna non lo accetterebbe mai" Analizziamo dunque queste due risposte: - La mia donna non lo accetterebbe mai. Ne siamo poi così sicuri? La donna di oggi, schiava della competizione con le donne della televisione così libere sessualmente, secondo voi non aspirano a provare quello di cui leggono o sentono dire? Allora perché se glielo chiediamo espressamente reagiscono stizzite? Perché da che mondo e mondo un uomo che fa certe cose è macho, una donna che fa le stesse cose è una sgualdrina. E un uomo non accetterebbe mai di metter su famiglia con una sgualdrina, anche se, la notte, nell'intimità del letto, la desidererebbe. - La propria donna va rispettata, si fanno con le amanti o con le prostitute queste cose. Ma come? Oggi parliamo di sesso come del motore della vita, della libertà, che le donne sono tutte professioniste prezzolate e poi? La propria donna? No ... quella no! La propria donna è il simbolo del focolare, è la madre dei nostri figli.
Basta guardarsi intorno per vedere che cinema, tv, pubblicità traboccano di riferimenti sessuali. Ma siamo veramente liberi?
O forse lo erano molto di più i nostri avi?
Riferendosi ai Bravi il caro Manzoni scriveva che il fatto che se ne parlasse tanto e che esistessero tante leggi che li riguardassero era indice che in realta' ben poco si faceva. Il fatto che questa sia l'epoca in cui in assoluto si parla di più, e più liberamente, del sesso è allora davvero indice di maggiore libertà?
A mio parere assolutamente no.
La liberalizzazione dei costumi ha, di fatto, riguardato solo e soltanto lo stato superficiale delle coscienze, mentre nell'intimità le persone sono molto più represse di prima. Ho provato a parlare, sia nelle chat, ove la gente, coperta dall'anonimato, esprime più liberamente le proprie pulsioni, che dal vivo, di rapporti anali, orali, gang-bang e situazioni similari e quasi tutti i ragazzi e gli uomini aspirano a realizzare queste "perversioni". Ma quando poi pongo la fatidica domanda: "Lo hai mai proposto alla tua donna?" tutti dicono di no. Come mai? Perché? Queste domande, nel filo logico del discorso basato sulla liberalizzazione dei costumi, appaiono logiche e consequenziali. Eppure a questo punto esce l'imbarazzo, esce la repressione, escono i discorsi e le argomentazioni che convergono tutte su due grandi filoni, almeno per quanto riguarda gli uomini:
2) "La propria donna va rispettata, si fanno con le amanti o con le prostitute queste cose".
E allora?
Allora gente, il sesso di per se è complicità e compromesso. E' porsi dei limiti per il gusto di infrangerli. E' un percorso di vita da vivere e camminare insieme per piccoli passi. Vi stupireste nel sentire i discorsi delle donne: sono perfettamente simili ai discorsi degli uomini, com'è ovvio e naturale che sia, ma sono molto più intimi e non ostentati.
Avviciniamoci quindi alla nostra donna cercando di comprendere il perché dei suoi limiti, cercando di rassicurarla del fatto che, anche se fa con noi determinate cose le fa come segno d'amore e non perché è una sgualdrina.
Riflettiamo però su quest'ultima frase: Dopo che la nostra donna avrà accettato i rapporti anali o ancor peggio il sesso di gruppo, la guarderemmo davvero con gli stessi occhi?
E il cerchio si chiude. Accettiamo dunque che la vera libertà sessuale deriva dall'essere libero mentalmente, essere maturi nel senso di non lasciarsi condizionare dai comportamenti socialmente accettabili siccome tali ma vivendo come per noi è giusto vivere. E accettiamo che anche la "nostra donna" è donna e siccome tale ha pulsioni sessuali che devono essere soddisfatte.
La donna, quando diviene moglie, e ancor peggio, madre dei propri figli smette di essere donna in senso totale e assume un ruolo nella perpetuazione del proprio nome. La donna stessa, oggi come un tempo, vede nel matrimonio e nei figli la realizzazione del proprio sogno d'amore e quindi, spesso, vive il sesso come un qualcosa di funzionale al perseguimento di uno scopo ben preciso. Se aggiungiamo la depressione post-partum e l'impegno che crescere dei figli sottrae al tempo per essere coppia, vediamo che la tanto decantata libertà sessuale finisce per divenire il classico coito matrimoniale del sabato, senza lode e senza infamia ... diventa "dovere coniugale".
E le pulsioni? E le "perversioni"? Muoiono? Assolutamente no!
Ma abbiamo noi uomini la voglia e la capacità di accompagnare la propria donna verso la riscoperta dell'essere coppia in una realtà familiare? Non sempre e poi ... è più facile ricorrere alla soddisfazione prezzolata dei propri istinti. Oppure ... vuoi mettere l'emozione di cominciare una nuova storia con un'altra donna? Conquistarla? Ed in più col gusto del proibito ed il rischio della condanna sociale che ha il fatto di "farsi l'amante"?
E la donna in tutto questo?
La donna, comprimaria di questa rivoluzione dei costumi, non ha istinti? Difficile crederlo. Quindi?
Dopo un'iniziale soddisfazione nel crescere i figli o del menage matrimoniale, secondo il caso, vedendo che il proprio uomo, soddisfatto in altro modo e quindi refrattario, non la soddisfa più a livello celebrale, inevitabilmente diviene più fragile e disponibile a "qualcuno" che dall'esterno della coppia, solleciti la propria fantasia.
Poi ci stupiamo ancora della quantità di matrimoni in crisi?
Ha poi senso quindi questo mal compreso e mal comprensibile concetto di rispetto?
Ripensando alla frase in se mi sorge un dubbio: Si rispetta di più una donna cercando di portarla a soddisfare e condividere le proprie voglie di "perversione" o tradendola?
Allora, se siamo tutti d'accordo con quanto su affermato come mai è così difficile vivere liberamente la sessualità?
Sarà forse che la tanto decantata libertà sessuale non sia altro che un'illusione, dettata dal marketing, che ci espone a modelli non completamente condivisi di una sessualità senza limiti, alla quale dobbiamo adeguarci per non apparire repressi, ma che finiscono per condizionarci a tal punto dal portarci a creare all'interno della coppia una fantomatica isola felice di principi socialmente accettabili ma che cozzano con la natura animale dell'essere uomo?
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Liberalizzazione dei costumi sessuali.
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